OMAN - Tra deserto, mare e profumo d'incenso

OMAN - Tra deserto, mare e profumo d'incenso

Il Sultanato dell’Oman è un luogo dove il cielo stellato avvolge, il deserto scalda, il mare abbraccia e le antiche città inebriano il viaggiatore con una fragranza speciale. Durante questo viaggio ho conosciuto un popolo gentile e accogliente e ho visitato luoghi inusuali, dove la natura calda e ostile si adatta e cresce con discrezione, indisturbata.

La scoperta dell’Oman è iniziata, assieme alla mia famiglia, con la visita di Nizwa, situata nel nord del Paese, a due ore di auto da Muscat, l’odierna capitale.

Nizwa è, invece, l’antica capitale omanita e fu un importante centro per il commercio, la religione, l’istruzione e l’arte. Passeggiare per le sue vie è stato come tornare indietro nel tempo.

Le alte mura color miele circondano la città e, dalla piazza principale, è visibile il forte, costruito nel XVII secolo per volere del sultano Sultan Bin Saif Al Ya'rubi (1649-1679). Il forte è stato sia il centro amministrativo che un presidio militare a scopo difensivo. Nelle vicinanze si snodano strette vie delimitate da antichi palazzi in pietra con finestre dalle forme arabeggianti, colorate di rosso, verde e azzurro.

In questa zona si alternano botteghe, piccoli caffè, pensioni e negozi di alimentari. Camminando, si percepisce il forte aroma delle spezie ma, tra questi, un profumo in particolare ha attirato la mia attenzione. Da vasi di ceramica colorati si levava una scia di fumo dall’aroma speziato e balsamico. Avvicinandomi, ho scoperto che si trattava di incenso. 

In Oman l’incenso è considerato un bene prezioso e un tempo era oggetto di commercio e baratto con altri popoli. Veniva usato come offerta agli dèi, per profumare gli ambienti e come elemento purificatore nelle cerimonie funerarie.  

Nell’antichità, la via percorsa dai mercanti dall’Oman allo Yemen e fino ai paesi affacciati sul Mar Mediterraneo, attraverso la penisola arabica, era conosciuta come la “via dell’incenso”.

Si narra che, dal III secolo a.C. fino al II d.C., questa via fu fondamentale per il commercio, poiché l’incenso era prezioso quanto l’oro. Re e imperatori ne facevano grande uso, e si racconta che a Roma Nerone ne consumò un’intera produzione annua per onorare i funerali della sua seconda moglie, Poppea Sabina. Carovane di cammelli e dromedari trasportavano le merci, impiegando mesi per giungere a destinazione. Insieme all’incenso, commerciavano sandalo, cinnamomo, mirra e noce moscata. 

Ancora oggi l’incenso viene utilizzato nelle case, nei negozi e negli hotel. È considerato di buon auspicio e condiviso con amici, parenti e turisti davanti a una tazza di caffè o a un piatto di datteri. “L ’oro dell’Oman” non viene solo bruciato, ma viene anche utilizzato per produrre creme e per aromatizzare infusi e acqua. 

L’Oman è uno dei pochi paesi al mondo dove si produce l’incenso, che si ricava dalla resina oleosa rilasciata da un albero alto dai due agli otto metri, chiamato Boswellia Sacra. La sua corteccia produce piccoli cristalli dalle sfumature che vanno dal bianco al grigio argentato.

Purtroppo, non sono riuscita a vedere queste piante dal vivo, poiché crescono nella parte meridionale del Paese, molto distante da Nizwa. Tuttavia, questa piacevole scoperta mi ha permesso di proseguire il viaggio con una maggiore consapevolezza della storia omanita e, nelle tappe successive, il profumo dell’incenso mi è sembrato non solo familiare ma sempre più piacevole. 

Il nostro viaggio è proseguito con una tappa nel deserto, per vivere l‘esperienza dei nomadi beduini almeno per una notte, ammirando il tramonto e l’alba tra le dune.

Da Nizwa ci siamo diretti in auto verso Wahiba Sands. Dopo circa due ore, siamo giunti a un’area di sosta, l’ultimo avamposto prima di addentrarci nel deserto, che si estende per 12.500 km². Da qui è cominciata la nostra avventura.

Ad accoglierci c’era Fatima, un’esperta operatrice turistica, che ci ha guidati al campo e ci ha spiegato come preparare l’auto. Abbiamo imparato che, per guidare sulla sabbia, è necessario un veicolo 4x4 e bisogna ridurre la pressione degli pneumatici per evitare forature causate dal calore del terreno. 

Dopo 45 minuti di viaggio tra le dune, senza traccia di vegetazione, siamo arrivati al campo. Qui abbiamo trovato una struttura adibita a sala ristorante con una terrazza panoramica sulle alte dune e sul cielo azzurrissimo. Tutt’intorno si trovavano le tende per gli ospiti, dotate del necessario per un soggiorno confortevole in un luogo incontaminato. 

Nonostante l’isolamento totale, il deserto mi ha trasmesso una sensazione di libertà e sicurezza, come se le dune mi proteggessero. La cosa più sorprendente è stata la totale assenza di rumori, persino quelli dei nostri passi.

Abbiamo assistito a un tramonto spettacolare e gustato una cena preparata dai gestori del campo che, con grande abilità e pochi mezzi, hanno cucinato e servito carne di cammello, riso e verdure stufate. Dopo cena, seduti intorno al fuoco con altri viaggiatori provenienti da diverse parti del mondo, abbiamo condiviso racconti di vita, immersi nell’immensità del deserto, dove il cielo stellato e la sabbia erano il nostro intrattenimento. 

Assaporare, anche solo per una notte, lo stile di vita dei beduini del deserto è stata un’esperienza straordinaria. Questa antica civiltà, tra le più affascinanti della storia, ha saputo conservare tradizioni secolari e un modo di vivere unico, affinando incredibili capacità di adattamento a uno degli ambienti più ostili del pianeta. La loro cultura è un intreccio di racconti, usanze tramandate nel tempo e un profondo legame con la natura.

Il mattino seguente, dopo una colazione tradizionale a base di formaggi, pane cotto e frutta, abbiamo ripreso il viaggio per raggiungere la meta successiva: Ras al Hadd, sulla costa omanita affacciata sull’India.

Ras al Hadd è il luogo ideale per godersi il mare, visitare piccoli porticcioli e mercati autentici, e osservare le tartarughe marine.

Video: tartarughe a Ras al Jinz

Le tartarughe si possono avvistare di notte su una spiaggia selvaggia e non attrezzata, presso la Riserva Marina di Ras al Jinz. Nel buio totale, emergono dall’oceano, attraversano la spiaggia e scavano grandi buche per deporre più di cento uova, prima di rituffarsi nelle acque profonde dell’oceano. Assistere a questo straordinario momento riproduttivo è stata un’esperienza unica, resa possibile grazie a una prenotazione effettuata tramite un hotel con le necessarie autorizzazioni governative.

Oltre all’incontro con le tartarughe, il soggiorno sulla costa ci ha regalato paesaggi mozzafiato con l’oceano sullo sfondo, case bianche di pietra disseminate nell’entroterra e capre e cammelli che attraversavano la strada.

Il profumo dell’incenso ci ha accompagnati ovunque e, una sera, rientrando nella pensione che ci ospitava, il titolare, Salem, ci ha invitati a prendere un caffè nella sua tenda allestita in giardino. Mentre ci raccontava del suo Oman, ha acceso l’incenso, come se fosse una normale consuetudine serale. 

Infine, il nostro viaggio ci ha riportati a Muscat, dove purtroppo abbiamo trascorso solo poco tempo prima di ripartire per l’Italia. La città, circondata dalle montagne e bagnata dal mare, ci ha affascinati con le sue moschee eleganti e i meravigliosi giardini. Il souq brulicava di colori e, anche qui, l’incenso bruciava in ogni angolo, mentre i mercanti sorseggiavano caffè e accoglievano i clienti con sorrisi calorosi. 

Con il desiderio di portare con me un pezzo di Oman, ho acquistato una scatola del prezioso incenso e un bruciatore in ceramica. Ogni volta che ne respiro l’aroma, immagino le carovane di dromedari che percorrono il deserto, cariche di merci e storie, e guidate da uomini interessati a scoprire nuove culture, pieni di curiosità nell’affrontare strade ignote, sempre accompagnati da una fragranza indimenticabile.

In copertina: Beduino del deserto © Patrick Fransoo
Crediti fotografici:
Galleria Nizwa © Sharon Ang
Boswellia Sacra © Pixabay
Galleria Wahiba Sands © Andries Oudshoorn
Sultan Taboos Grand Mosque, Muscat © Makalu

MICHELE PLACIDO – "Pirandello. Trilogia di un visionario"

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